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Covid 19: perché è così contagioso?

I Virus costituiscono una classe di microorganismi molto estesa.

La comune influenza o il comunissimo raffreddore che praticamente tutti prima o poi abbiamo contratto sono provocati da Virus. Gli scienziati sono in disaccordo sul fatto di considerare i virus degli esseri viventi. In effetti appartengono ad una classe di microrganismi che si trova al confine tra un organismo ed uninsieme di molecolecome potrebbe ad esempio essere una proteina. La loro dimensione è infinitamente piccola: non sono visibili al microscopio ottico ma solo a quello elettronico. Per fare un paragone macroscopico il nostro famigerato Corona Virus è un grano di pepe in confronto ad una arancia che possiamo paragonare ad una cellula. Così piccolo ma così cattivo e, soprattutto, così contagioso: perché?

RAPPRESENTAZIONE DI UNA SEZIONE TRASVERSALE DEL COVID-19 (Da Le Scienze Luglio 2020)

I Virus non possono riprodursi da soli (e questo è uno degli argomenti che i fautori del “essere non vivente”portano a loro vantaggio): hanno assoluta necessità di una cellula nella quale riprodursi a spese della cellula stessa.

Il Virus si aggancia alla cellula ospite utilizzando i “peduncoli”che lo circondano (e che gli danno l’appellativo di Corona) e si fonde con essa aprendo un varco nella sua membrana.Attraverso questo varco inietta all’interno i filamenti di RNA che è un analogo del DNA ma molto meno complesso e che rappresenta il “manuale di montaggio”di un nuovo virus, anzi di più nuovi virus.

Assieme ai filamenti di RNA vengono iniettate proteine strutturali. La costruzione dei nuovi virus avviene a spese dei componenti della sfortunata cellula ospite la quale, quando i virus sono completi ed escono per infettare altre cellule, muore.

Ma, si potrebbe chiedere, ed il sistema immunitario del nostro organismo sta a vedere senza far nulla?

Qui sta il punto cruciale: questi diabolici esseri mascherano la loro presenza occultandola al nostro sistema immunitario per mezzo di un sofisticato meccanismo. Il sistema immunitario non rileva la loro presenza durante lo svolgersi delle operazioni sopra descritte: se ne accorge solo quando è troppo tardi, quando un numero enorme di cellule è stato ucciso, i virus sono moltissimi ed a questo punto si rende conto che qualcosa non va.

Si mette allora in azione in maniera frenetica per “recuperare il tempo perduto”ma, così facendo, “spara a zero”in fretta e furia distruggendo parte dei virus ma anche, purtroppo, cellule del proprio organismo. Questi eventi spiegano diversi fenomeni:

  • L’entrata in azione del sistema immunitario genera la sintomatologia classica del suo operato: innalzamento della temperatura, emicranie, debolezza ecc. ma quando questi sintomi compaiono l’organismo della persona colpita ha avuto modo di contagiarne parecchie altre, perché si sente benissimo e non immagina ciò che sta accadendo. Altri tipi di virus, invece, generano i sintomi al primo approccio con le cellule ospiti e la sintomatologia che ne consegue pone in allarme in anticipo evitando altri contagi.
  • L’azione sconclusionata del sistema immunitario genera danni che si sommano a quelli già gravi inferti dal Corona Virus: uno di questi è l’azione sulle pareti dei vasi sanguigni che provoca formazione di trombi e conseguenti embolie polmonari, ictus, infarti.

La fortissima contagiosità del COVID19 e la drammaticità delle manifestazioni patologiche sono quindi dovute a questi fattori: si aggiunga, alla fine, che le cellule ospiti “preferite”sono quelle polmonari, perché presentano sulla loro membrana una “aggancio”molto stabile.

Ultima considerazione: il contagio avviene principalmente per via aerea, per cui è vero che occorre curare moltissimo l’igiene delle mani per evitare l’introduzione del virus tramite le mucose di bocca naso e congiuntive degli occhi, ma è importantissimo l’utilizzo della mascherina (possibilmente le P2 o P3, meglio delle chirurgiche) quando si è in presenza di altre persone, quando si è in ambienti inquinati da smog, in presenza di nebbia, polveri sospese, insomma in pratica quando si è all’aperto in città ma anche al chiuso.

Le mascherine, anche le P2 o le P3, NON filtrano il virus essendo infinitamente più piccolo delle maglie di filtraggio ma trattengono i veicoli nei quali può essere presente e che sono quelli poc'anzi nominati.

Ricordiamo infine la opportunità di sanificazioni di superfici ma soprattutto dell’aria negli ambienti chiusi mediante ozonizzazione o nebulizzazioni atomizzate effettuate da imprese certificate.

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