Processionaria del pino: quando e come eliminarla

La Processionaria del pino (Thaumetopoea pityocampa) è un parassita molto pericoloso per le conifere ma pericoloso anche per i Mammiferi a causa della dispersione dei peli urticanti dei quali è ricoperta.

Quello che occorre sapere è quali metodi di lotta utilizzare per combatterla.

Sostanzialmente i metodi di lotta alla processionaria del pino sono due:

  • Rimozione dei nidi
  • Trattamento delle foglie con specifici prodotti

La scelta dell’uno o dell’altro rimedio dipende dal periodo stagionale in cui si vuole intervenire.
La rimozione dei nidi è una operazione non semplice, costosa e non priva di rischi a causa del loro posizionamento e della possibile dispersione dei peli urticanti.

Solitamente i nidi sono fabbricati agli estremi dei rami orientati a sud e in posizione molto elevata: lo scopo è quello di raccogliere il più possibile il calore del sole durante i mesi invernali.

I nidi infatti contengono le larve dormienti per tutto il periodo invernale sino ad inizio primavera (a seconda della latitudine, della temperatura e della altitudine da febbraio ad aprile).

Per tale motivo, eliminare i nidi di processionaria dopo la primavera è assolutamente inutile perché oramai sono stati abbandonati e sono quindi vuoti.

I nidi, una volta raccolti, debbono essere subito distrutti incenerendoli.

Un metodo più “biologico” è quello di disporli in una gabbia a maglie sufficientemente strette da impedire la fuga delle larve ma tali da consentire agli insetti antagonisti di raggiungerle: in questo modo si incentiva la proliferazione degli antagonisti.
Comunque sia, le larve debbono essere distrutte quindi NON bisogna gettare i nidi nei rifiuti o peggio interrarli.

A primavera le larve escono dai nidi e scendono lungo il tronco formando le famose “processioni” (da cui il nome), cioè in fila indiana, e vanno a nascondersi nel terreno circostante.
Qui vi restano sino all’avvento dell’estate quando il bruco si trasforma in falena (farfalla), avvengono gli accoppiamenti e le femmine raggiungono il loro habitat (la conifera) depositandovi le uova dalle quali nasceranno le nuove larve.
Queste, per tutta l’estate, si nutriranno delle foglie provocando, se numerose, la morte dell’albero o comunque danneggiandolo seriamente.
Per questo motivo il trattamento delle foglie deve essere svolto in estate quando le larve neonate se ne cibano.
Il trattamento NON si deve effettuare con insetticidi perché potrebbero essere colpiti anche insetti utili (gli antagonisti ma anche insetti pronubi come le Api): occorre usare prodotti biologici che agiscono per ingestione selettivamente sulle larve.

Il metodo LARVISTOP

E’ un metodo di recente introduzione e molto valido per diversi motivi:

  • E’ economico
  • Non contempla utilizzo di prodotti chimici
  • E’ efficace

Consiste nella applicazione, sul tronco, di un dispositivo che cattura le larve durante il loro percorso dai rami al terreno: si intercetta il cammino delle larve costringendole ad inserirsi in una trappola dalla quale non riescono più ad uscire.
Questa, un volta saturata, viene rimossa, distrutta e, se necessario, sostituita con una nuova.
Ovviamente questo metodo è applicabile SOLO dalla fine dell’inverno e non ha senso in altre stagioni.
Di seguito forniamo un prospetto riassuntivo delle metodologie di intervento a seconda del periodo.

PERIODOMETODONOTE
Da Novembre a GennaioRIMOZIONE NIDIIncenerimento nidi o ingabbiamento
Da Febbraio ad AprileLARVISTOPIncenerimento trappole o ingabbiamento
Da Maggio a GiugnoNESSUNOLe larve sono interrate
Da Luglio a SettembreTRATTAMENTO FOGLIECon specifici prodotti biologici

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